Oggi l' Europa ha bisogno di un forte cambiamento, di un approccio business line che favorisca la crescita comune di tutti gli Stati membri, con una visione di prospettiva che deve trovare negli Stati fondatori, tra cui l'Italia, la volontà di sfruttare al meglio le potenzialità. Parte da questa considerazione, della giornalista Adriana Cerretelli, coordinatrice della free discussion sul tema "Comuni e Province nel nuovo bilancio comunitario e nella nuova politica di coesione", la prima giornata di studio dello stage finale a Bruxelles, svoltasi presso il Comitato delle Regioni, a conclusione del corso di formazione per Amministratori locali, "Governance locale ed Unione europea", organizzato dal P.O.R.E. - struttura di missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri alle dipendenze funzionali del Ministro On. Raffaele Fitto, in collaborazione con il DIPES dell'Università degli Studi di Roma Tre, e il supporto dell'Anci e dell'Upi.
Una conferenza, quella del 14 aprile u.s., che ha visto la partecipazione di Alti Rappresentanti delle Istituzioni comunitarie che con i loro autorevoli interventi hanno offerto ai giovani amministratori locali presenti importanti indicazioni per migliorare il rapporto con l'"Europa" a vantaggio e nell'interesse delle realtà territoriali italiane.
Un compito, quello degli amministratori locali, finora non semplice, come messo in luce dal Vice Presidente al Parlamento europeo, On. Gianni Pittella, per la scarsa rilevanza del tema "Europa" nell'agenda politica nazionale. Un errore in cui non bisogna più cadere, perché l'"Europa" è il nostro futuro e anche la crisi rappresenta un'opportunità. Per sfruttarla occorre procedere con riforme incisive a partire da tre nodi centrali su cui bisogna essere "chiari e forti". La riforma della struttura del bilancio in considerazione dell'esistenza e della tutela dei beni pubblici europei, il ripensamento della politica di coesione e l'impegno comune al potenziamento del profilo professionale dell'europroggettista. Temi che trovano piena condivisione nell'intervento dell'On Roberta Angelilli, Vice Presidente al Parlamento europeo, che sottolinea l'importanza dello "spirito di solidarietà" che deve partire dal basso, dalla spinta dei piccoli e medi comuni, i quali possono diventare co-protagonisti consapevoli dell'Europa di domani, perchè le differenze esistenti nel nostro Paese rappresentano una ricchezza da portare sui tavoli europei attraverso il Governo e stabili punti di riferimento a Bruxelles.
Un' Europa che per guardare al futuro ha bisogno di istituzioni più forti, di ruoli più incisivi, come sottolineato dall'Ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, Capo della Rappresentanza Permanente dell' Italia presso l'Ue, che mette in evidenza il nuovo ruolo del Parlamento europeo dopo l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, e l'importanza di portare avanti, con impegno e determinazione, una strategia condivisa per superare le crisi dei Paesi membri attraverso un meccanismo di coordinamento. Soprattutto in vista di due importanti scadenze, quelle sul bilancio comunitario e sulla programmazione del nuovo quadro finanziario 2014- 2021.
I territori, d'altro canto, hanno l'impegno di sfruttare le risorse già stanziate dall'Unione, come nota Sergio Chiamparino, Presidente ANCI e membro dell'ufficio di Presidenza del Comitato delle Regioni. Soprattutto in una fase di crisi in cui i finanziamenti europei sono contenuti occorre sostenere le politiche di sviluppo che permettono di stare più efficacemente in una società aperta, globale.
"Il processo di sviluppo si è arrestato" interviene il deputato al Parlamento europeo On. Amalia Sartori, in quanto bisogna ridare motore allo sviluppo dell'Unione europea, perché rappresenta il nostro futuro, il futuro dei nostri territori. Un futuro che va sostenuto ripensando al bilancio europeo, rendendolo meno ingessato alla luce delle nuove competenze assegnate al Parlamento dal Trattato di Lisbona, aggiunge l´ Europarlamentare Giovanni La Via, e sfruttando le grandi occasioni offerte dalle prospettive finanziarie di una nuova politica agricola comune.
Il momento è strategico, la fase di programmazione consente di impegnarsi politicamente per ricreare una sinergia virtuosa in cui il ruolo dei territori è fondamentale, ha dichiarato nel suo intervento l'On Giuseppe Castiglione, Presidente UPI e membro dell'ufficio di Presidenza del Comitato delle Regioni. Gli amministratori sono chiamati in prima linea a programmare e spendere responsabilmente le risorse; "un corso come questo fornisce gli adeguati strumenti teorici e tecnici affinché i giovani amministratori locali possano sfruttare le opportunità e le risorse che l'Europa ci offre". "Come Upi abbiamo creato lo Spazio TECLA, quale luogo culturale per organizzare, riflettere e dare vita agli impulsi delle comunità locali".
"Crediamo molto nello sviluppo locale e per essere maggiormente efficienti ed incisivi occorre che i progetti che mettiamo in campo siano largamente condivisi, elemento fondamentale per garantire la loro continuità" prosegue Michele Pasca Raymondo, Deputy Director General D. G. Regio European Commision, riferendosi al nuovo progetto Europa 2020. Da ultimo evidenzia come è importante che le Regioni, in fase di programmazione, operino in maniera concertata e sinergica con le "entità comunali e provinciali".
"La programmazione e la capacità di utilizzare al meglio le risorse sono elementi importanti, tuttavia, come amministrativista, non posso che sottolineare come sia di rilievo la formulazione della normativa"ha affermato Gianfranco D' Alessio, Direttore del DIPES. "In futuro, nel processo di attuazione del Trattato, sarà importante stabilire parametri comuni di funzionamento amministrativo, individuando anche momenti di raccordo a livello locale. Lo strumentario è ricco ma le novità sono numerose ed occorrerà affrontarle in una prospettiva tecnica".
"La prospettiva europea è fondamentale nella formazione e nell'agire politico degli amministratori locali" conclude Ernesto Somma, coordinatore del PORE. "Il corso di formazione "Governance locale ed Unione europea" ha fornito oltre, ad un'eccellente formazione in aula, la possibilità di prendere contatto diretto con i parlamentari italiani presenti a Bruxelles, la Commissione europea e le delegazioni dei rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali. Il nostro Paese ha bisogno di un miglioramento del ruolo dei nostri politici locali a livello europeo. La nostra esperienza di formazione è una piccola tessera in un mosaico ancora da completarsi". "L'amministratore ha bisogno di avere i piedi ben piantanti nel territorio che governa e la testa in Europa, perché è l'Europa che fornisce risposte a questioni che il territorio, da solo, non è in grado di risolvere".
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