Alternativa testuale: GIANNI PITTELLA : Il bilancio comunitario va riformato: il bilancio comunitario consta di 130 miliardi l'anno, meno di una tazza di caffè al giorno per ogni contribuente europeo. Se vogliamo queste politiche dobbiamo rafforzare il bilancio comunitario, dobbiamo cioè dare più soldi all'Unione europea. Questa è la sfida e poi c'è un tema che riguarda la qualità della spesa. Pensi che oggi abbiamo il 40% delle risorse che vanno all'agricoltura, il 35% che vanno ai fondi strutturali e solo una piccola parte che va a capitale umano, alla ricerca, alla formazione, all'istruzione, agli erasmus etc. Io credo che questo rapporto vada cambiato e bisogna spendere più soldi verso i cervelli che sono le vere nostre chances per il futuro.
ROBERTA ANGELILLI: Lo spirito di solidarietà può rinascere proprio dalla spinta dei piccoli e medi comuni. Penso ai tanti comuni italiani che non soltanto hanno una grande vocazione filo europeista ma che hanno voglia di essere protagonisti dei cambiamenti europei e quindi essere anche protagonisti di quella che è la gestione delle risorse e delle opportunità. Da questi piccoli passi di avvicinamento verso l'Europa in tantissimi settori, piccole e medie imprese ma anche sociale, energia sviluppo sostenibile, fonti energetiche rinnovabili le opportunità sono davvero tante. Può davvero rinascere uno spirito europeo e soprattutto i nostri cittadini possono avere delle opportunità che in questo momento di crisi economica sono davvero preziose
FERDINANDO NELLI FEROCI: Questo nuovo Parlamento è un Parlamento che ha molti più poteri del precedente. Ha esteso significativamente la procedura di codecisione. Vuol dire che partecipa sul piede di parità con il Consiglio all'approvazione della legislazione dell'Unione europea ed è quindi un protagonista attivo della vita dell'Unione. E' utile, è importante, è determinante che anche le Autonomie locali si colleghino con il Parlamento europeo perchè il Parlamento europeo è decisivo.
SERGIO CHIAMPARINO: Io credo che la chiave di volta sia quella di avere strategie di cooperazione istituzionale, di strategie di cooperazione fra istituzioni pubbliche e terzo settore-privati. Anche in rapporto all'Europa alla Comunità europea io credo che sia nella fase di progettazione sia nella fase di contrattazione sia nella fase auspicata e auspicabile di ottenimento di investimento mantenere questa governance complessa ma che mette insieme privato e pubblico in una logica di cooperazionre è la chiave del successo
AMALIA SARTORI: Io credo che il futuro per noi italiani, per noi cittadini europei sia l'Europa è l'unico modo per dare faranzie maggiori a noi stessi e per confrontarci con il resto del mondo. Questo significa non fermarla, non chiuderci in noi stessi, non pensare solo al locale. Il locale è importantissimo e deve sfruttare fino in fondo le possibilità dell'Europa però l'Europa è quella che ci fa pensare al futuro.
GIOVANNI LA VIA: L'Europa oggi ci concede risorse cospicue, dobbiamo riuscire ad utilizzarle nel modo migliore. La cosa peggiore che potrebbe accadere è quella di restituire risorse all'Europa perchè non avremmo più gli strumenti per poter chiedere, le motivazioni per poter chiedere risorse nuove in futuro se non riusciremo ad utilizzare proficuamente quelle che fino adesso ci ha dato che sono tante.Oggi tra FESR, Fondo Sociale Europeo e Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale abbiamo circa 10 miliardi di euro da utilizzare.
GIUSEPPE CASTIGLIONE: Molto spesso nella fase della programmazione non c'è la cultura politica, non ci sono le attenzioni della politica, la politica che dovrebbe programmare,che dovrebbe pianificare e purtroppo è assente. Questa fase diventa una fase tecnica una fase in cui si fissano gli obiettivi che non rispondono non sono aderenti alle esigenze del territorio e poi diventano di difficile applicazione. E allora ho posto di creare la vera cultura della programmazione dove la politica si faccia carico delle esigenze e dei bisogni e individui le risorse per ottenere quegli obiettivi e soprattutto poi la fase della gestione diventi una fase burocratica, snella, efficiente, efficace e possa dare in tempi rapidi le risposte che servono ai territori.
MICHELE PASCA RAYMONDO: In un sistema che dovrebbe essere integrato di sviluppo locale le entità territoriali siano esse regionali, provinciali o comunali devono poter interagire per determinare quali sono i progetti più adatti ad un certo territorio quindi dei progetti condivisi, dei progetti che abbiano un consenso e che possano quindi essere realizzatii più facilmente con il consenso di tutti gli attori locali, siano questi attori istituzionali, siano attori della comunità sociale, siano anche queste le organizzazioni non governative. Se si arriva ad avere un consenso direi univoco su questi progetti si può rapidamente seguirli e si può realizzarli nei tempi dovuti avendo anche un successo e spendendo compiutamente tutte le risorse che l'Unione europea fornisce insieme al bilancio nazionale.
GIANFRANCO D'ALESSIO: Il nodo fondamentale che si può porre è questo. I nuovi principi introdotti dal Trattato di Lisbona nei Trattati ivi compresa l'assunzione a livello di Trattati della Carta dei Diritti fondamentali. Tutto questo come si traduce attraverso forme di correlazione sul piano delle procedure e sul piano dei raccordi organizzativi il livello europeo non solo con quello statuale ma più ancora con il livello regionale e locale.
GIANLORENZO MARTINI: Sono tanti gli strumenti e le modalità in cui si possono affrontare una buona risposta ad un bando europeo.Prima di tutto la conoscenza: Come fare per conoscere. Internet è la risposta più immediata. Su internet la Commissione europea e l'Unione europea in generale mette tutto in tempo reale per cui tutte le informazioni che tutti noi anche operatori anche qui a Bruxelles abbiamo la si trova su internet. Chiaramente non è sufficiente perchè bisogna conoscere come leggere sia un'informazione comunitaria sia un bando e quindi esistono gli strumenti conoscitivi. Oggi si è presentato e si è citato molto opportunamente l'Ufficio dell'Unione delle Province e dell'Unione dei Comuni, dall'Ufficio UPI TECLA di Bruxelles con il quale anche noi collaboriamo ma poi, per esempio, ci sono tutti gli uffici delle Regioni italiane.
RUTH PASERMAN: Ci si domanda cosa fare come agire adesso per rafforzare il peso della raccomandazione collettiva della peer pression di tutti gli Stati Membri per assicurare che cisia effettivamente un coordinamento economico più forte.
LEONARDO DOMENICI: Se noi vogliamo creare una prospettiva importante per la politica italiana a livello europeo il ruolo delle Autonomie locali è sempre più rilevante e deve essere sempre più reso tale.
CARLO FIDANZA: Gran parte delle politiche che emergono dall'Unione europea e dalle sue varie istituzioni anche dal Parlamento hanno una ricaduta parte sui territori e sulle Autonomie locali che anche in virtù del nostro assetto costituzionale poi sono quelle delegate ad attuare gli indirizzi che vengono portati dall'Europa fino agli Stati Membri e poi dagli Stati Membri fino ai territori.
RAFFAELE BALDASSARRE: Io penso che stiamo facendo il nostro dovere tutti insieme. Sicuramente stiamo facendo il meglio che possiamo fare. Abbiamo bisogno anche che dal nostro Paese sì abbiamo idee chiare, prospettive e priorità da perseguire.
SERGIO BERLATO: Noi ci mettiamo a disposizione vostra come amministratori. Speriamo di creare le condizioni per far contare ancora di più il nostro Paese presso le istituzioni comunitarie creando per qualcuno di voi, spero per molti lo spazio per poter venire qui a sostituirci e fare in modo che il nostro Paese possa contare di più in ambito internazionale.
BARBARA MATERA: L'Europa non è lontana siamo tutti cittadini europei non soltanto di fatto e sulla carta ma soprattutto perchè siamo veramente necessari e importanti in qusta Europa. L'Italia è necessaria e importante in questa Europa soprattutto dopo il Trattato di Lisbona quindi la sensibilizzazione ad essere e sentirsi più cittadini europei.
SONIA MASINI: Parlare dei diritti significa riconoscere che la Strategia di Lisbona ha messo in campo un nuovo sistema di diritti che riguarda società complesse che riconoscono le persone, gli individui nella società, nei nuclei familiari e che dà nuove opportunità vere.
LUCIANO CAVERI : L'Unione europea ha questa caratteristica di guardare avanti cioè di effettuare delle proiezioni nel futuro che sono estremamente utili ed è vero che fa un pò strano oggi parliamo del 2020 che è il nuovo orizzonte che l'Unione europea si è posta proponendo per ogni singolo argomento delle risposte.
BARBARA CHIAPPINI: Siamo in grado di fornire un'assistenza alle imprese agli enti locali alle organizzazioni che desiderano partecipare alle attività dell'Unione europea in particolare partecipare alle call o alle gare europee che sono importanti per il nostro Paese.
FREDERIC BOYER: Nel dicembre 2008 l'Ue ha adottato il pacchetto energia- clima. Nel febbraio 2009 tre mesi dopo abbiamo 350 sindaci europei che hanno firmato questo Patto dei Sindaci che hanno deciso di arrivarer al 20% di emissione di CO2 in meno per il 2020.
DARIO DUBOLINO: Per quanto riguarda l'obiettivo sulle rinnovabili c'è uno strumento legislativo in particolare che è stato adottato a livello europeo che è la direttiva 2009/28. E' importante perchè è la prima volta che gli Stati hanno accettato di porsi degli obiettivi vincolanti di livello delle rinnovabili nel loro consumo di energia.
ERNESTO SOMMA: Il PORE attraverso questo corso ha inteso fornire dapprima le basi e le nozioni della Acquis Communitaire e poi attraverso questa esperienza qui a Bruxelles fornire ai partecipanti, che sono rimasti numerosi fino alla fine del Corso che è durato circa 4 mesi attraverso questa esperienza fornire loro un contatto diretto tanto con i rappresentanti italiani nel Parlamento quanto con alcuni rappresentanti della Commissione e i rappresentanti della delegazione italiana in seno al Comitato delle Regioni. L'Amministratore del futuro è un amministratore che deve avere evidentemente piedi piantati nella realtà territoriale che governa ma deve avere però la testa, per usare una facile raffigurazione, in Europa perchè è la prospettiva europea quella quella che da un lato determinagran parte delle regole del gioco e dall'altro in grado di fornire quelle risposte che a livello locale non è possibile fornire. Immagino, per fare solo un esempio, un amministratore siciliano o del Sud Italia dovendosi misurare con problemi molto gravi legati all'immigrazione non possa pensare di risolvere questi problemi certamente a livello locale; non bastaneanche a livello nazionale. E' necessario evidentemente un coordinamento delle politiche comunitarie.
GIANLUCA FESTA: In Europa davvero ci sono tantissime opportunità fondamentali per noi amministratori . Opportunità che vanno colte ed è per questo molto importante essere pronti, competenti per aumentare la competitività in ogni territorio, ed altro saegreto è quello di creare partenariati. Questo confronto proprio a Bruxelles è servito a noi moltissimo per creare relazioni e nei prossimi mesi ci saranno manifestazioni che ci consentiranno di creare quei gruppi di lavoro i quali saranno indispensabili per raggiungere l'obiettivo dei finanziamenti europei.
FIORELLA RIGON: Sono stati sicuramente molto costruttivi e interessanti questi giorni qui a Bruxelles in cui abbiamo potuto vivere indirettamente le attività che svolge un parlamentare della Comunità europea.
MARIAPIA VASSALLOTTI: Penso che mi aiuti perchè mi ha allargato gli orizzonti quindi ho avuto la possibilità di conoscere nuove persone quindi esperienze altrui che comunque mi aiuteranno all'interno del mio Comune; dell'amministrazione del mio Comune.
SILVIA ROMANO. Sicuramente la prima cosa che mi ha spinto a partecipare a questo corso è stato l'aggiornamento perchè per noi amministratori locali è una cosa fondamentale e soprattutto per promuovere il mio territorio che è il Salento.
ROBERTA CAPOTOSTI: Mi farà tornare arricchita perchè abbiamo approfondito tematiche in campo di Comunità europea delle quali non ero molto a conoscenza. Abbiamo stretto legami tra i discenti che hanno contribuito a creare anche interscambi culturali tra le varie realtà italiane e approfondito tematiche che ci serviranno sicuramente nel nostro ruolo di Amministratori locali.
GIANLUCA CUTRONA Ritengo che sia un'esperienza alquanto formativa ed interessante perchè riesce a dare quelle nozioni, quegli strumenti informativi e conoscitivi che magari i piccoli comunie i giovani amministratori come noi non hanno recepito nel corso della propria legislatura o nel corso della loro formazione.
LUCA BIAGIONI: Credo che un'amministrazione locale come un piccolo Comune sia importante sì sapere quali sono le opportunità di finanziamento , quali sono le norme, le leggi che regolano l'amministrazione ma anche poter avere dei contatti con altri comuni in modo da copiare oppure cercare di riprendere le buone pratiche per poterle riproporre nel proprio comune.
MARIA CUCCARESE: Abbiamo avuto la possibilità di avere un quadro un pò più completo ed ordinato delle questioni quindi approfondendo sia da un punto di vista teorico- storico e poi pratico- operativo mettendoci a conoscenza di tutti quelli che sono gli strumenti per poter operare.
FEDERICO BARLI: Credo che sia importante proprio perchè la nostra azione viene contestualizzata in un contesto più ampio europeo in collaborazione in network con altri amministratori ed abbia dato la possibilità ad ognuno di noi di crescere nella sua azione, di azione locale ma soprattutto di un'azione condivisa con altri amministratori.
PAOLO LANFRANCO: Un messaggio di approfondimento di conoscenza e di apertura a queste prospettive a questi orizzonti più ampi che saranno il futuro del nostro Paese.
MARIA ANTONIETTA DI FELICE: Sicuramente lo scambio e le relazioni con i colleghi. Siamo stati tantissimi e di tanti Comuni diversi, diversi anche per dimensioni e per politiche e quindi sicuramente ci ha portato a confrontarci sulle buone pratiche e le politiche che stiamo portando avanti.
NICOLO' MARDEGAN: Siamo comunque ragazzi che hanno deciso di impegnarsi in prima persona, di rappresentare i cittadini, di mettersi al servizio per il bene comune. Quindi questa è una di quelle esperienze che è servita a far crescere la nostra formmazione e a darci anche degli strumenti importanti per dare le risposte giuste alla nostra cittadinanza.
SIMONE VIVARINI: Purtroppo in Italia ancora non siamo pienamente consapevoli che l'Europa sta in un posto molto importante per l'Amministrazione.
ROCCO FAGA: Senza dubbio la partecipazione qui al Parlamento europeo è stata la parte più entusiasmante perchè abbiamo potuto vedere dal vivo i luoghi e anche poter, come dire, cercare di mettere sul campo le nozioni apprese durante questo corso all'Università Roma Tre.
TAMARA FAGNOCCHI: Un Corso di formazione completo in tutti gli ambiti nazionali ed internazionali e questo respiro europeo che sicuramente porterò nella mia amministrazione.
TIZIANA DI TECCO: Torneremo sicuramente nelle nostre amministrazioni con l'intento di sentirci sempre più e di fare attività come cittadini europei.
VINCENZO FERRUCCI: Quindi Forza Europa. Io penso che questo Corso sia necessario affinchè ci sia aggregazione e si riporti la dovuta attenzione sull'Unione europea in modo che possa ripartire alla grande.
ANGELINA TRITTO: Gli amministratori locali che hanno partecipato con grande passione e con tenacia a questo Corso, perchè è stato un Corso veramente impegnativo di 124 ore hanno avuto modo anche di confrontarsi, di avere un dialogo e di creare una rete con i rappresentanti europei. Ci incontreremo ancora a Roma, probabilmente al Dipartimento per gli Affari Regionali per la consegna poi degli attestati finali che rappresenta veramente il momento finale di questo Corso. Anche se io non voglio parlare proprio di fine di un Corso perchè si è creato veramente una bella rete di relazione tra i nrappresentanti qui a Bruxelles, gli amministratori locali, noi che siamo a Roma e spero quindi che da questo momento possano partire anche raccogliendo i bisogni e le esigenze che sono venute fuori delle altre iniziative per proseguire e rafforzare e dare un supporto e un sostegno per fare in modo che ci sia una maggiore vicinanza tra le istituzioni europee e il Governo. Non escludo che si possa immaginare con il Coordinatore del PORE Prof. SOMMA di fare un'altra edizione visto il successo di questa qua.